E’ stato pubblicato il sito dell”Ecomuseo di Scalea.
Il sito e l’allestimento del museo sono stati realizzati in collaborazione con Officine Rambaldi e la Tab Consulting .
IL sito è ricco di contenuti multimediali, video, immagini, contenuti audio. Dal sito è possibile anche prenotare e acquistare i biglietti per l’ingresso al museo.
L’ecomuseo racconta, per temi, le risorse endogene che il territorio offre, dal punto di vista materiale e immateriale, in un percorso concettuale e spaziale il cui punto di caduta è la “memoria ritrovata”, intesa come recupero delle “radici”, del folkore, delle abitudini, degli usi e costumi, attraverso l’interesse per l’archeologia, il paesaggio, l’architettura degli edifici, le tradizioni.

Il patrimonio storico, culturale, artistico, architettonico, archeologico, ambientale e paesaggistico che il territorio dell’Alto Tirreno Cosentino vanta è di gran pregio e rara bellezza. In esso convivono presente e passato, storia e leggenda, memoria e natura, arte e cultura.
L’area parla di gloriose civiltà e culture attraverso musei e reperti archeologici, ville e castelli, santuari e luoghi di culto e manifesta la sua spiritualità attraverso conventi, abbazie e chiesette o regala ambienti naturali ricchi di storia, riserve e parchi di suggestiva bellezza, natura incontaminata, paesaggi con panorami spettacolari.
La narrazione del territorio, pensata per parole, immagini e suoni, coniuga allestimenti statici e dinamici e si esprime attraverso linguaggi più aderenti alla sensibilità contemporanea.
Così, nell’allestimento, rivive il glorioso passato dell’Alto Cosentino, dei popoli che ne hanno fatto la Storia: i Bretii, i Greci, i Romani, i Bizantini, i Longobardi, gli Arabi, i Normanni, gli Angioini, gli Aragonesi. Rivive la civiltà greca (insediamento lungo il fiume Lao) e lo spirito dei monaci basiliani (Abatemarco e Corvino), in una cornice di luoghi non solo pregni di storia e cultura, ma incastonati in un paesaggio, quello del Pollino, di rara bellezza.
Il paesaggio dell’area, secondo tema, viene invece, declinato nei suoi diversi colori, dalle tonalità verde scuro delle montagne (gli imponenti Cozzo Pellegrino e la Mula), a quelle più chiare delle colline e delle valli, fino alle pennellate blu delle aree costiere.
Troneggia su tutti il Parco Nazionale del Pollino, che offre lo spettacolo di corridoi ecologici lungo il fiume Lao e l’intera costa marina che va da Tortora-Praia a Mare a Diamante.
Le tradizioni: connotazioni inconfondibili, tratti distintivi, “valori corali” indissolubilmente legati alla comunità, sostrato storicoculturale di antichi saperi, di procedimenti consolidati nei costumi e nelle consuetudini locali. Tra queste posto d’onore viene riservato all’artigianato artistico, alla “civiltà delle mani”, attraverso la quale si coglie uno scorcio della vita passata; si va indietro nel tempo; si ripercorrono le attività che ruotavano attorno all’universo rurale, le fonti di sostentamento e la materia prima che l’ambiente offriva, le necessità della vita domestica e lavorativa, il costante rapporto con la natura. Così, nell’allestimento, si sente il mormorio della storia e della tradizione; pare di percepire ancora l’eco del tornio, i colpi dello scalpellino, l’incudine e il martello a forgiare il ferro battuto, gli attrezzi del mastro del legno ad intagliare la materia prima.
È questo il fulcro, sono questi i temi di un progetto culturale che, ripercorrendo la storia, le tradizioni, il patrimonio e il paesaggio, introducono il fruitore in un viaggio nel tempo e nello spazio fatto di emozioni, suggestioni, in un percorso ludico-emozionale lungo una galleria del territorio dell’Alto Casentino.